Un’incisione rupestre collega gli antichi abitatori delle Canarie con il territorio della Numidia

Un’incisione rupestre collega gli antichi abitatori delle Canarie con il territorio della Numidia Un’incisione rupestre che allude a un figlio, discendente o membro del clan dei Cemidán conferma che a Fuerteventura e Lanzarote si utilizzò un antico linguaggio libico scritto con caratteri latini, il che collega gli antichi colonizzatori con gruppi etnici dell’antico territorio della Numidia, oggi a nordest di Algeria e Tunisia e a nordovest della Libia.

L’iscrizione è stata recentemente ripresa e ritrascritta partendo da caratteri alfabetici libico-latini dall’archeologo canarie grabado rupestreJosé Juan Jiménez, che è anche dottore in Preistoria alla ULL; secondo il professore l’uso di questo alfabeto spiega la colonizzazione di entrambe le isole all’inizio della nostra era da parte di un unico gruppo tribale che si divise dopo lo sbarco in ciascuna di esse, e che era stato in contatto con l’alfabeto latino diffuso in Nordafrica dalla conquista romana.

I ritrovamenti rupestri testimoniano che si servivano di due alfabeti, uno libico-latino e un altro libico-berbero, e che all’inizio della nostra era utilizzavano una stessa lingua libica. In effetti ci sono iscrizioni libiche nordafricane realizzate con caratteri latini che presentano lo stesso contenuto, e ciò ha permesso la traslitterazione e la comprensione di stèle ed epitaffi che citano nomi di tribù, filiazioni, titoli e antroponimi mediante due alfabeti distinti.

Nell’Arcipelago l’alfabeto libico-latino fu utilizzato solo a Fuerteventura e Lanzarote, mentre quello libico-berbero è presente in tutte le isole con varianti locali.

Liberamente tradotto dalla Redazione abc.es (foto:Grabado rupestre de El Julan, en El Hierro, descubierto en 1873 por Aquilino Padrón – ABC)

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