Una tragedia italiana sconosciuta. 13 settembre 1888: Il maggior disastro navale nella storia delle Canarie

Una tragedia italiana sconosciuta. 13 settembre 1888: Il maggior disastro navale nella storia delle Canarie.

las-palmas-de-gran-canariamonumento-memoria-marinai-italiani-morti-1888Ogni mese di settembre si ricordano le vittime del più grave incidente navale nella storia delle Canarie. Si tratta dell’affondamento del Sudamerica I.

Il piroscafo venne acquistato dalla GB Lavarello, una società italiana pioniera nella navigazione verso l’America Latina. Nel 1884, la GB Lavarello venne messa in liquidazione e l’imbarcazione venne acquistata dalla società appena nata Veloce Linea di Navigazione Italiana a Vapore, e ribattezzato Sudamerica I. In quello stesso anno avvenne il disastro.

I corpi delle vittime vennero sotterrati presso il cimitero di Las Palmas de Gran Canaria, dove successivamente venne eretto un monumento a loro dedicato. Ogni mese di settembre le vittime vengono commemorate dall’Autorità Portuaria di Las Palmas de Gran Canaria, autorità italiane presenti alle Canarie, sotto coordinamento della Accumar, l’Asociación canaria de cultura del mar.

All’alba del 13 settembre del 1888, il Sudamerica I entrò nel porto di Las Palmas de Gran Canaria, proveniente da Buenos Aires e diretto a Genova, per le operazioni di sbarco e rifornimento di carbone. Alle 6 di mattina, ancora ormeggiato, venne investito dal piroscafo francese La France, che, con un tonnellaggio di 4.575 tonnellate, era molto più pesante dell’imbarcazione italiana, colpendola in pieno. L’impatto provocato dalla prua de La France provocò uno squarcio laterale nel Sudamerica I, che affondò in mezz’ora, fino a 15 metri di profondità.

Anche se si trovava a solo 600 metri dalla costa, 79 passeggeri su 260, in maggior parte emigranti italiani che tornavano dall’Argentina e dall’Uruguay, e 49 membri dell’equipaggio, morirono nell’incidente. Molti di loro erano lavoratori che tornavano dalle loro famiglie dopo aver trascorso lunghi periodi in America del Sud. Come precauzione contro i furti durante il viaggio, gli emigranti italiani erano soliti nascondere il denaro guadagnato negli anni all’interno dei loro vestiti. E proprio questo ne determinò la morte, perché vennero trascinati verso il fondo dal peso delle monete che portavano addosso. Nonostante il momento drammatico, il Capitano Carlo Bertora riuscì a gestire l’evacuazione fino all’ultimo momento, mentre gli abitanti di Las Palmas de Gran Canaria si impegnavano al massimo per salvare coloro che raggiungevano la riva.

Il piroscafo La France proseguì imperturbabile il suo viaggio mentre il suo Capitano, Raymond Verd, settimane più tardi, pubblicava una lettera nella Shipping Gazette di Liverpool, dove si attribuiva l’intera responsabilità al Capitano italiano Bertora. Nonostante le accuse, una squadra di investigatori spagnola riuscì a determinare le responsabilità dell’ufficiale francese. Ciò nonostante, la tragedia non venne perseguita nei tribunali, perché il tribunale locale si dichiarò incompetente a riguardo. I sopravvissuti vennero imbarcati nel Nordamerica II e tornarono in Italia.

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Foto: ABCes –