Tenerife, il rifugio di Alta Vista nel Parco Nazionale del Teide

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Tenerife, il rifugio di Alta Vista nel Parco Nazionale del Teide

Dopo aver tanto parlato di escursioni nella zona del parco nazionale del Teide, a Tenerife, nelle nostre ultime edizioni, voglio dedicare questo articolo proprio ad uno dei simboli del parco; il rifugio di Alta Vista, parlando non solo dell’atmosfera che si respira al suo interno ma anche far conoscere un po’ la sua storia.Il rifugio di Alta Vista nacque grazie all’esigenza di ospitare scienziati ed investigatori, arrivati nell’isola per passare una notte tra le stelle nella zona del Teide o per osservazioni di tipo naturalistico.

L’astronomo inglese Charles Piazzi Smith fu il primo a stabilirsi in questa zona anche se prima di lui gli astronomi George Glas e Robert Edward Alison avevano già sottolineato il valore di Altavista, dal punto di vista scientifico-naturalista.Fu grazie al naturalista e fotografo inglese George Graham Toler che nel 1891 il rifugio iniziò a prender vita, perché incominciarono i lavori di miglioramento, facendo diventare questo sito uno dei maggiori punti di interesse per la ricerca e l’osservazione della natura e del cosmo.

L’ottima posizione geografica dell‘isola di Tenerife è stata da sempre un punto di riferimento per gli studi astronomici e atmosferici sin dal XVIII secolo. Così l’isola è diventata un punto ideale per la ricerca scientifica, grazie alla nitidezza del suo cielo e anche alla possibilità di compiere osservazioni in alta quota in condizioni meteo molto favorevoli.La purezza del cielo, dà a Tenerife e alle Isole Canarie in generale, una posizione strategicamente eccezionale, soprattutto per gli scienziati stranieri in spedizione scientifica, i quali approfittando del loro soggiorno possono fare studi, misurazioni ed osservazioni oltre che ovviamente, scalare il Monte Teide.

Uno di questi scienziati è stato l’astronomo scozzese Charles Piazzi Smyth, il quale si fermò in questa zona per due settimane nell’estate del 1856 per osservazioni e per fare questo, iniziò a costruire un piccolo edificio di ricovero, composto da quattro vani, con muri di pietra e sei metri di altezza con all’interno strumenti per le misurazioni e tende da campeggio per la notte.

Più tardi, nell’autunno del 1891, l’interesse scientifico come naturalista e fotografo portò l’inglese George Graham Toler in diverse occasioni, alla cima del Teide e date le condizioni difficili nel trascorrere una notte in vetta, decise di migliorare la costruzione di Piazzi Smith.

Si trattava di una piccola stanza, dove c’era la stufa di ferro per scaldarsi nelle notti più gelide, separata dalle tre stanze da letto, una per le donne, una per gli uomini e una per guide. Il tetto fu realizzato in muratura e il bagno era situato a parte, in una piccola capanna a una decina di metri di distanza.

Graham Toler donò il rifugio alla città de La Orotava il 30 maggio 1926 e fu accettata come tale il 4 luglio 1927, mentre il Cabildo Insulare di Tenerife acquisì la struttura nel 1950 e l’ultima revisione importante al rifugio fu fatta nel 2007. Proprio grazie a questa struttura adesso, i turisti come me, possono soggiornare e riposare prima di fare escursioni impegnative fino alla vetta.

Dall’epoca di Smith il rifugio è molto migliorato, oggi varcando la soglia sarete accolti da un ambiente molto gradevole, curato nei dettagli in pieno stile rifugio di alta montagna, con poltrone di legno, davvero molto comode e ovviamente un caminetto per le notti più gelide, anche se all’interno la temperatura è molto calda grazie all’efficiente sistema di riscaldamento.

L’atmosfera che si respira e le emozioni che si percepiscono, ci fanno ritornare ai tempi antichi, quando la gente era “più umana” senza tanti condizionamenti e pregiudizi, che piano piano inizia ad attaccare il cosi detto “bottone” perché l’obiettivo di tutti, è quello di passare una serata piacevole, magari facendo nuove conoscenze, scambiando idee, opinioni e conoscendo anche altre culture, magari davanti ad un bel piatto di pasta, cucinata nella super attrezzata cucina che troverete all’interno del rifugio con una vista senza paragoni per poi coricarsi molto presto, in quanto l’ascesa alla vetta di solito ha inizio verso le 5 del mattino, quindi un buon sonno è d’obbligo.

Dal XIX secolo ad oggi la struttura si è notevolmente ampliata ospitando ogni giorno decine e decine di visitatori nelle grandi camerate miste formate da una dozzine di letti a castello, dotate di tutto il necessario. L’unica pecca, se così la vogliamo chiamare, è data dal fatto che l’acqua dei servizi è davvero gelida, ma forse serve proprio per ricordarci che siamo in alta montagna, anche se ci troviamo in un’isola quasi tropicale.

La mia esperienza è stata sicuramente positiva, grazie anche alle conversazioni avvenute con i custodi, dai quali sono venuto a conoscenza che l’anno scorso il rifugio ha stabilito il record di presenze. Consiglio a tutti coloro che vogliono pernottare di prenotare con largo anticipo la loro permanenza, e di portarsi cibarie e bibite in quanto sul posto questo tipo di cose sono care e poche a causa dei costi di trasporto di tali mercanzie fino ad Alta Vista.

Consiglio vivamente un’esperienza del genere a tutte le persone, che vogliono portare nei propri cuori un’esperienza particolare vissuta a Tenerife e che sono ovviamente amanti della natura, del silenzio e della vastità dell’ universo.

Diego Lorenzoni.

Nella foto veduta del rifugio di Alta Vista nel parco nazionale del Teide.

 

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