A Tenerife il primo caso al mondo di sindrome del lupo mannaro – Una storia vera

A Tenerife il primo caso al mondo di sindrome del lupo mannaro – Una storia vera.

La fiaba di una bella giovane che s’innamora di un uomo dall’aspetto ripugnante, anima la fantasia di scrittori e sceneggiatori da almeno due secoli. Addirittura c’è chi attribuisce la prima stesura alla storia di Amore e Psiche, raccontata da Apuleio nel II secolo d.C. nelle sue Metamorfosi.

La Bella e la Bestia, o la vera storia di Petrus Gonsalvus, nato a Tenerife, dove lo chiamavano “figlio di cane”. La verdadera historia de “la bella y la bestia”

Ma la versione che più penne ha ispirato è forse quella della scrittrice francese Gabrielle de Villeneuve, che pubblicò il suo romanzo La Belle et la Bête nel 1740. Ma non finisce qui: pare infatti che anche la stessa scrittrice avesse a sua volta tratto ispirazione da una storia d’amore del XVI secolo, tra due persone realmente esistite: la bella Catherine, dama di compagnia di Caterina de’ Medici, e Petrus Gonsalvus, uomo affetto da rara sindrome, nato proprio a Tenerife. Perlomeno questo sostengono Enrique Carrasco, accademico spagnolo, nel suo saggio “La mia vita tra i lupi” e lo storico Roberto Zapperi ne “Il selvaggio gentiluomo. L’incredibile storia di Pedro Gonzales e dei suoi figli”.

Pedro Gonzales, alla Corte di Francia, divenne Petrus Gonsalvus. Ma a Tenerife, lo chiamavano Guancancha (figlio di cane).

Questo tinerfeño, destinato ad una vita alquanto singolare, divenne gentiluomo presso la corte di Enrico II di Francia, dove ricevette il titolo di “Don”. Chissà cosa provò sua madre, moglie di un Mencey, quando lo prese tra le braccia, appena nato. Forse fu solo il timore dei Guanches verso il demonio Jucancha, protettore dei cani, a salvargli la vita, nel 1537. Pedro Gonzales era destinato ad essere il primo essere umano riconosciuto come affetto da ipertricosi generalizzata congenita, una malattia della cute, caratterizzata da un eccesso di peli su tutto il corpo, nota anche come “sindrome del lupo mannaro”, o “sindrome di Ambras”. Una rarissima malattia genetica, di cui ad oggi sono noti meno di cento casi in tutto il mondo. Il nome Ambras deriva da un castello nei pressi della città austriaca di Innsbruck, la capitale del Tirolo, dove alcuni secoli addietro vennero rinvenuti i ritratti della cosiddetta “Famiglia di Ambras”, quella di Pedro Gonzales e dei suoi figli.

Pedro, nonostante le condizioni avverse, diventa protagonista di una storia d’amore. Probabilmente la giovane Catherine non si sarebbe mai innamorata di Petrus a prima vista. Pare infatti che dall’atto del matrimonio a quello sessuale siano passati diversi anni. E, a differenza della versione fiabesca, nella realtà, Petrus, anche dopo l’amore consumato, non perse neanche un capello.

Dalla sua Tenerife natale, dove i Guanches continuavano a combattere gli Spagnoli, alcuni corsari lo rapirono per portarlo alla Corte di Francia. Pedro aveva appena 10 anni quando venne presentato ad Enrico II di Francia. Questo bambino pieno di peli causò molto clamore alla corte, ma sapeva parlare castigliano, come anche il Re, che lo aveva imparato durante la sua infanzia. Il piccolo raccontò al Re di essere nato alle Canarie e di essere un Mencey, figlio di un Re. Forse per questo, Enrico II si sentì vicino a quell’essere che tutti gli altri consideravano mostruoso. Qualunque fosse la ragione, il Re si appassionò alla vicenda di questo bambino e ne diventò padrino, assicurandogli un’educazione regale, senza mai smettere, però, di considerarlo sua proprietà.

Sono pochi i dettagli realmente noti della vita di Petrus Gonsalvus, ma chi ne ha scritto le vicissitudini lo colloca in prima persona tra i principali avvenimenti storici dell’epoca. Nel mezzo del conflitto che separava la corte dal resto della Francia, culminato con la strage degli ugonotti nella Notte di San Bartolomeo (la strage compiuta nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1572 dai cattolici ai danni degli ugonotti a Parigi, in un clima di vendetta indotto dalla battaglia di Lepanto e dal crescente prestigio della Spagna e che, solo a Parigi, costò la vita di 3.000 persone), si incontrano Petrus e Catherine, costretti a sposarsi contro la propria volontà.

Dal matrimonio nacquero sei figli (Madeleine, Enrique, Françoise, Antonietta, Horacio ed Ercole), quattro di loro con la stessa sindrome del padre.

Nella località di Capodimonte, in Italia, dopo 40 anni e sei figli, morirono Petrus e sua moglie Catherine. Sembra che lei sia morta nel 1623, mentre Petrus nel 1618, anche se la sua morte non figura nei registri.

Curiosamente, venivano annotati solo i decessi delle persone che venivano sotterrate con riti religiosi ed aleggia quindi il sospetto tra gli storici che fino alla sua morte, Petrus non sia mai stato trattato come un essere umano.

Nonostante fossero delle celebrità presso le corti europee e vivessero come aristocratici, i Gonsalvus non furono mai liberi. Il trattamento peggiorativo di cui furono vittima si estese anche all’ambito scientifico.

 

 

 

All’epoca vennero classificati come poco meno che bestie in testi come per esempio il Monstrorum Historia, un catalogo di anomalie umane e animali, scritto dal medico e naturalista bolognese Aldrovandi.

Ma l’interpretazione scientifica si evolve di pari passo con i valori culturali, sociali e morali. Di fatto oggi, alcuni scienziati ipotizzano che la sindrome del lupo mannaro sia una mutazione atavica, la rinascita di un tratto genetico che rimane inattivo perché a un certo punto della nostra evoluzione diventa sacrificabile. “Queste mutazioni ci rivelano una gran quantità di informazioni che sono state immagazzinate nel tempo”, sottolinea Brian K. Hall, un famoso biologo di origine australiana esperto di sviluppo evolutivo. L’ipertricosi generalizzata congenita può essere la ragione per cui i nostri antenati erano pelosi dalla testa ai piedi. Sebbene non manifesti difetti metabolici od endocrini, le ripercussioni psicologiche per chi ne è colpito possono essere devastanti. In letteratura medica sono registrate poche decine di casi in tutto il mondo. Il primo è quello di Pedro Gonzales, nato a Tenerife nel 1537.

Francesca Passini

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Foto:

1) Petrus

2) Petrus e la moglie Catherine

3) La figlia Antonietta

4 Il figlio Henry

Fonti: abc.es; historia.nationalgeographic.com.es; scienze.fanpage.it; ultimavoce.it/petrus-gonsalvus-la-bella-e-la-bestia/