In tema di Acqua alle Canarie

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Qui nelle isole Canarie in tema di Acqua certamente bisogna essere informati. La prima cosa che bisogna dire è che l’acqua per il consumo umano, derivata principalmente da due fonti: gallerie scavate nella montagna e desalinizzate. A Tenerife ci sono più di mille gallerie censite, per un estensione di più di 1.500 km, scavati nella montagna. Una cifra senza dubbio impressionante.

Ciò nonostante le gallerie, a causa dell’eccessivo sfruttamento della falda freatica hanno cominciato a generare acqua di scarsa qualità; infatti la durezza dell’acqua è notevole, dovuta alla presenza di una grande quantità di calcio; ma non solo di calcio si tratta, visto che in generale le misurazioni dell’acqua in varie parti dell’isola indicano la presenza di una grande quantità di sali disciolti..

Se da un lato l’acqua del nord sembra essere migliore, dovuta probabilmente alla presenza di una maggiore quantità di acqua piovana, nel sud di Tenerife i valori di salinità sono sensibilmente maggiori. Per dare una idea su alcuni valori e sull’importanza che essi hanno per la salute dei nostri reni (e degli elettrodomestici) bisogna fare riferimento ad alcuni dati.

La quantità di sali disciolti si indica in parti per milione o ppm. Un’acqua troppo salina, oltre che favorire la ritenzione di liquidi, non facilita il lavoro dei reni e considerando che viviamo in un luogo caldo e che si suda molto, il rischio per molte persone, specialmente se anziane, è quello di sviluppare calcoli renali per accumulo di calcio e altri elementi, nei reni. L’acqua di rubinetto varia tra 180 ppm (zona nord) ai 350-400 ppm in molte zone del sud, fino ad arrivare a superare il valore di 800 ppm.

Allora…., quale acqua bere, vi chiederete ? Il consiglio è di orientarsi verso acque leggere o con poca mineralizzazione. Un’acqua buona è senza dubbio “Fonteide” con 120 ppm; una altra acqua consigliabile è Bezoya con i suoi 60 ppm. Ottima tra tutte, direi una regina tra le acque locali, è “fuente di Barbuzano” proveniente dall’isola de La Palma con il suo straordinario valore di 30 ppm.

Una valida alternativa è l’acqua filtrata con sistema di osmosi, un sistema questo, ormai accessibile a tutti. Una osmosi ben installata e con buona manutenzione periodica presenta valori in uscita compresi tra 10 ppm e 120 ppm, dipendendo il valore di uscita non solo dalla qualità della membrana di filtraggio, ma anche dalla quantità di sali presenti all’ingresso della osmosi stessa.

Si può bere l’acqua di osmosi senza inconvenienti ? La risposta è affermativa, ma considerando alcune cose importanti. La prima è che il PH dell’acqua, una volta filtrata tende ad abbassarsi; in altri termini l’acqua diviene leggermente acida. La cosa al gusto non si nota; però è opportuno non bere solo ed esclusivamente acqua di osmosi per non alterare l’equilibrio acido-basico del nostro corpo. Specialmente se si ha più di 50 anni, in quanto sono proprio le persone, più avanti negli anni che tendono ad avere il corpo più acido, con conseguenti problemi di stanchezza e maggiore richiesta di calcio dalle ossa per compensare l’acidità metabolica. Bere solo acqua di osmosi non è del tutto consigliabile.

In secondo luogo è molto importante la manutenzione periodica, in quanto è da questo che dipende la qualità dell’ acqua in uscita dall’osmosi e la durabilità del sistema di depurazione. Il fai da te non è consigliato. Meglio rivolgersi a professionisti che ben conoscono le problematiche di installazione e manutenzione.

Per terminare questo articolo, il consiglio per tutti è bere molto, specialmente la mattina. E’ opportuno inoltre tenere presente, che anche se non si ha sete il nostro corpo può essere comunque disidratato per il calore. Questo avviene anche se non ce ne rendiamo conto, perché con il passare degli anni si avverte di meno la sensazione della sete. Una cosa ottima da fare è, controllare quanta acqua si beve durante la giornata, cercando di non stare mai, al di sotto di un litro e mezzo al giorno.

Foto e testo di Andrea Amadei – Foto galleria d’acqua