I residenti di Santa Cruz de Tenerife rievocano ogni anno, nella giornata del 25 luglio

I residenti di Santa Cruz de Tenerife lo rievocano ogni anno, nella giornata del 25 luglio

Vincitori e vinti uniti da uno stesso codice cavalleresco. I residenti di Santa Cruz de Tenerife hanno conservato i ricordi

Il Generale Antonio Gutiérrez de Otero y Santayana e la leale amicizia con l’Ammiraglio Horacio Nelson, sconfitto nella battaglia di Santa Cruz de Tenerife (1797).

Su molti libri di storia sono state rievocate le imprese vittorioseAmmiraglio Horacio Nelson di uno degli eroi nazionali del Regno Unito, Horatio Nelson, coraggioso Ammiraglio che a Trafalgar, nel 1805, impartì agli spagnoli l’ultima distruttiva sconfitta nella più cruenta e crudele battaglia combattuta sul mare, una vittoria non celebrata dal suo vincitore: Nelson fu colpito da una pallottola di moschetto e morì a bordo della sua nave ammiraglia “Victory”.

Le storie che circondano Nelson sono, ovviamente, raccontate dal punto di vista britannico. Ma la prospettiva cambia se indietreggiamo nel tempo e ci spostiamo su un privilegiato punto di osservazione come quello di Santa Cruz de Tenerife, nell’arcipelago canario.

Più di 220 anni fa, il Contrammiraglio Nelson della Royal Navy britannica decise di attaccare Santa Cruz a Tenerife, strategico scalo dai galeoni spagnoli che trasportavano oro e argento provenienti dalle Americhe, ma fu umiliato e clamorosamente sconfitto dalla milizia locale agli ordini dell’anziano Generale Antonio Gutiérrez.

I residenti di Santa Cruz de Tenerife hanno conservato i ricordi della difesa e con orgoglio rievocano ogni anno, nella giornata del 25 luglio, un evento storico che ricorda a tutti la Battaglia di Santa Cruz del 1797. La rievocazione di questa battaglia si è susseguita per molti anni in diversi formati e coreografie per rimarcare l’importanza di questo episodio per la popolazione canaria.

Dopo un fallito assalto al porto di Cadice nel sud della Spagna, la marina britannica veniva informata che i convogli di tesori spagnoli provenienti dall’America attraccavano regolarmente a Santa Cruz, a Tenerife, e inviarono una flottiglia di navi sotto il comando del Contrammiraglio Nelson, recentemente promosso.

Questa forza d’attacco contava 4000 uomini, nove navi e 400 Antonio Gutiérrez de Oterocannoni, mentre a Tenerife i militari spagnoli guidati dal Tenente Generale Gutiérrez avevano solo 91 cannoni e un misto di 1700 miliziani e marinai. Le forze in campo davano una netta superiorità agli Inglesi che vantavano una forza d’attacco travolgente di fronte alla difesa ritenuta insufficiente per salvare il porto di Santa Cruz.

Ma le cose non funzionarono come previsto da Nelson. Il comandante di Tenerife era più esperto e particolarmente intelligente nel gestire la difesa della città. Diverse navi britanniche furono affondate e molti marinai furono uccisi in questo fallito attacco e lo stesso Ammiraglio Nelson fu ferito gravemente al braccio destro da un colpo di colubrina, e dovette essere trasportato sulla sua nave dove, nel mezzo della battaglia, il chirurgo di bordo amputò la maggior parte dell’arto. Molte milizie britanniche rimasero intrappolate sulla costa di fronte il porto di Santa Cruz, senza possibilità di fuga. Sebbene a Tenerife 30 militari rimasero uccisi e 40 feriti, 250 marinai britannici furono uccisi e 128 feriti.

I britannici chiesero una tregua e accettarono di ritirarsi con l’impegno di non arrecare ulteriori danni alla città e di non perpetrare ulteriori attacchi a Tenerife o alle Isole Canarie. La resa fu approvata dal Generale Gutiérrez, che ordinò di curare i soldati inglesi feriti e permise loro di arrendersi con l’onore delle armi.

Nella sconfitta Nelson aveva perso così tante imbarcazioni che non era in grado di trasportare tutte le sue milizie alle navi inglesi rimaste al largo, così il generale di Tenerife gli prestò due golette spagnole. Questo per la marina britannica fu motivo di enorme imbarazzo e, per contra, una ostentazione di orgoglio per la milizia di Tenerife nel proteggere la loro isola. I grossolani errori di valutazione da parte del Contrammiraglio inglese e l’arrogante presunzione dei suoi subalterni sono la dimostrazione di come in battaglia le sorti possono cambiare nonostante il fattore sorpresa e la presunta inferiorità numerica del nemico.

Aleggiano ancora delle leggende su alcuni fatti legati alla Battaglia di Santa Cruz, come quello del braccio destro di Nelson dopo la sua amputazione. Si pensava che il moncherino fosse stato gettato fuori bordo dopo l’operazione, come era solito fare a quei tempi, ma sembra che qualche abitante di Tenerife lo abbia trovato galleggiante nel mare o arenato sulla costa, per poi finire sepolto all’interno dell’altare della Cattedrale di Las Palmas de Gran Canaria. Il fatto non è stato mai provato, ma neppure mai negato.

Infine l’onorevole ritiro e la tregua pattuita portarono ad un cortese scambio di lettere tra il Contrammiraglio britannico ed il Generale spagnolo. Successivamente, Nelson inviò al Generale vincitore, come segno di gratitudine, una grande forma di formaggio che si racconta non fu mai mangiato per rispetto. Gutierrez contraccambiò con del vino locale che nella sua lettera di invio descrisse come “un paio di damigiane di vino, che credo non sia del peggiore che si produca qui”.

Come ricompensa e riconoscimento della gloriosa difesa, la Invictacittà di Santa Cruz de Tenerife ricevette da parte della Corona spagnola il titolo di “Invicta” e l’apposizione della terza “testa di leone” da aggiungere sul proprio stemma araldico, simbolo delle vittorie navali sugli invasori stranieri (tutte le vittorie furono su nemici inglesi: la prima, alquanto controversa, contro l’ Ammiraglio Blake nel 1657 e la seconda sull’Ammiraglio Jennings nel 1707).

Nel 1799, due anni dopo i vittoriosi accadimenti, l’anziano Generale Antonio Gutiérrez de Otero y Santayana morì con il sano convincimento di aver rispettato cavallerescamente il nemico vinto in battaglia. Le sue spoglie riposano nella Chiesa Madre de la Concepción della città capitolina.

Senza dubbio gli inglesi hanno sempre sperato che la I residenti di Santa Cruz de Tenerife rievocano ogni anno, nella giornata del 25 lugliobattaglia di Santa Cruz de Tenerife del 1797 si potesse in qualche modo dimenticare, così come l’umiliante sconfitta che i coraggiosi militari di Tenerife inflissero all’indiscussa marina britannica. Si sarebbe portati a pensare che gli abitanti Tenerife possano odiare il Contrammiraglio Nelson, intenzionato a derubarli e distruggere le loro case, ma in realtà quest’ultimo fu ammirato per aver saputo mantener fede alla parola data, tanto che la Marina britannica non tornò più ad attaccare le Isole Canarie.

A dimostrazione del vero, a Santa Cruz de Tenerife esiste una strada intitolata ‘Avenida Horacio Nelson’. Inoltre uno dei dolci domenicali tradizionali dell’isola è il delizioso “Braccio di Nelson”, il che dice molto sulla capacità dell’isola di perdonare le vecchie ruggini di guerra…. oppure di ben canzonare quei fatti a tutt’oggi non raccontati ancora in molti testi scolastici di storia.


S.Ten. CC. Pil. (r.c.) Giuseppe Coviello

“UNUCI Sezione Estera Isole Canarie / Spagna”

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