Portali Dimensionali nelle Canarie? (terza parte)

Portali Dimensionali nelle Canarie? (terza parte)

Di ritorno dalla “toilette”del bar di Guacimara, mi siedo accanto al mio amico palmero che mi stava aspettando per continuare a raccontarmi la sua incredibile esperienza di viaggio nel tempo.


G.-“Bene,sono ancora qui,come vedi! E… tranquillizzati, perchè tua cugina neanche l’ho vista! Ti avevo lasciato poco fa che avevi le spalle appoggiate ad un albero, cercandovi non ricordo bene se rigenerazione o conforto…”-


P.-“Ah,sí! Mi rialzai dopo un bel po’ di tempo che era già pomeriggio inoltrato; ripresi il cammino che avevo interrotto,r ecuperando il sentiero ed avanzando lungo il torrente: su di me, incombenti come sempre, le pareti del burrone che mi indicavano, nella zona piú in alto, i ritti candelabri succulenti dell’Euphorbia canariensis, che sfidavano ieratici le leggi di gravità! Ma ancora piú in alto, al di là delle immancabili “tabaibas amargas”(che sempre accompagnano i nostri “cardones”), un miracolo di drago sospesosospesa verticalità (nell’inclinazione quasi perpendicolare della parete) veniva compiuto dalla figura enigmatica del famoso”Drago”delle Canarie: testimone vivente di un tempo profondo che ci parla di glaciazioni e di estinzioni e di sopravvivenza testarda nei microclimi che solo isole come quelle della Macaronesia possono offrire!
Capivo d’avanzare a rilento:sentivo,infatti, una voglia grande (una ingordigia direi) d’ogni dettaglio nei colori, nei suoni e nelle forme di quel viluppo rigoglioso in cui ero immerso! 
Decido allora d’avanzare piú speditamente; ma dopo un centinaio di metri un roccione di forma tabulare, inclinato rispetto al fondo del “barranco”, catturò la mia attenzione: ero di fronte ad una ** “diga vulcanica”! L’avevo riconosciuta d’immediato per quella sua tipica sagoma schiacciata…

G.-“Stai parlando di un moncone di “diga” quasi nel fondo del burrone?

P.-“Sí, Gianni! Vedi, anche tu ne sei rimasto sorpreso! Ed infatti si tratta di basalto “plutonico” rimasto isolato per l’erosione delle rocce circostanti; tu sai che questo tipo di magma è intrusivo e ascendente perchè in un’eruzione abbandona il condotto centrale per ramificarsi ed infiltrarsi nelle fratture di rocce preesistenti…

G.-“Sí Palmero, lo so; bisogna immaginare queste “dighe”come  rami e rametti d’un tronco d’albero

fatti di magma che giusto nell’ascendere si infiltra, come tu hai ben detto, nei punti deboli della crosta terrestre, rimanendone schiacciato in forma laminare; ma non ti pare che fu un’erosione piú che millenaria quella che riuscí a consumare tutte le rocce circostanti?

P.-“Sí, sí, sono d’accordo con te! Ma ti dico di piú: l’eruzione cui appartenne questa “diga” (come le altre del “barranco”) fu la stessa che spinse verso l’alto l’edificio vulcanico sottomarino, facendolo cosí emergere come ultima isola delle Canarie tre milioni d’anni fa!

G.-“Come “l’ultima” ?”-

P.-“Gianni, svegliati! La Palma tre milioni d’anni fa, quando emerse, era l’ultima o no?

G.-“Ah, sí! Hai ragione, scusami! Certo… El Hierro non c’era ancora! Ma questo significa che le “dighe”che vediamo giú nei “barrancos” altro non sono che… magma raffreddato del Complesso Basale?

P.-“Esattamente! Magma che si raffreddò nelle profondità dell’edificio vulcanico e, per questo, gli specialisti lo chiamano “intrusivo”; questo tipo di magma si raffredda gradualmente e con molta lentezza, arrivando cosí a cristallizzarsi per completo e originando rocce che la geología chiama “plutoniche”.

G.-“Che spiegazione esaustiva! Sei terribile, amico mio! Un semplice moncone di roccia che giace lí muto, quante cose può raccontarci! E alla fine, sorpresi, scopriamo che ha tutta un’apocalisse alle sue spalle… una roccia cosí! Che è ignea, che è intrusiva, che è plutonica e che ci è voluto il morso costante (per un tempo incalcolabile) dell’ acqua e del vento perchè gli fossero strappate tutte le altre rocce al suo intorno e rimanere cosí tutto solo, scheletro di compresso basalto (deformato semmai dalla spinta di forze tettoniche), nella piena luce del giorno! Che brividi il tempo immenso dei processi geologici! E chissà quante apocalissi ci saranno state ad illuminare di fuochi accecanti e boati spaventosi le notti di ere passate in cui l’uomo non c’era o forse era ancora, semplicemente, un ominide vegetariano spaventato delle savane africane!”-

P.-“Gianni, mi è piaciuta l’immagine che hai usata dello “scheletro di basalto! E penso che se non ci fossero, molti metterebbero in dubbio tutta questa storia di “dighe”e magma e vulcani e isole che emergono dal mare…”-

G.-“È, in fondo, la stessa cosa che accade con l’Evoluzione, non ti pare? Se non avessimo fossili di specie estinte sorprendentemente somiglianti alle specie viventi d’oggigiorno, nessuno crederebbe che le specie si trasformano nel tempo. Ma torniamo sui nostri passi!Allora, dopo l’incontro con la “diga”, cosa ti è successo?

P.-“Cosa mi è successo? …Io ti dirò invece cosa mi sta succedendo per colpa tua!

G.-“Per colpa mia?”-

P.-“Sí, Gianni! Mi sto sentendo pressionato, mi metti urgenza, capisci? E poi, aggiungi a tutto questo il “cortado” che ho bevuto prima! Secondo te, cosa può venirne fuori?

G.-“Ma che mi stai dicendo? Cosa può venirne fuori?

P.-“Ne viene fuori che l’ansia che mi trasmetti e il “cortado” di mia cugina stanno operando una “sinergia” con effetti…nelle vie urinarie, per cui devo correre al bagno anch’io, seguendo il tuo esempio di poco fa!”-

G.-“Senti, Palmero! Non farla cosí lunga e contorta! Per me ti ha fatto diuresi il “43”che  hai fatto mettere nel “cortado leche y leche”; ti ha infiammato certamente qualcosa, chissà!

Insomma, a questo punto toccherà a me aspettarti… ma con le spalle appoggiate non ad un albero, ma alla spalliera della sedia del bar di tua cugina Guacimara! A proposito, dille che mi farebbe veramente bene, dovendo aspettarti, una bella “cerveza”, ma che sia “del tiempo”, mi raccomando!”-

Autore: Gianni Galatone lucreziocaro@hotmail.com 

 © vivilecanariemagazine.com

**DIGA VULCANICA: si tratta di un camino di magma ascendente che, in verticale, si fa largo attraverso fenditure di rocce piú antiche; immaginiamola come una venatura sottile di un grande sistema venoso o, meglio ancora, come un ramoscello fra i tanti alimentato da un tronco che corrisponde al condotto centrale del magma,e che ha le sue radici nelle profondità del mantello terrestre dove si troverebbe la” PLUMA TERMICA” (tradurrei come “penna incandescente” questa espressione che esprime linguisticamente l’ipotesi prevalente fra i geologi di un giacimento magmatico nel mantello che salirebbe lungo la crosta terrestre, affiorando nei suoi punti di “frattura”).

PARETE DI DIGHE VULCANICHE                                  0