Il patrimonio militare, una risorsa turistica per la città

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Il patrimonio militare di Santa Cruz e, in particolare, quello risalente alla Seconda Guerra Mondiale costituisce una risorsa turistica dal potenziale enorme. Gli esperti sostengono che esso deve intendersi come una ricchezza “storica, turistica e soprattutto di divulgazione e di presa di coscienza, con l’obiettivo di mostrare la guerra per ottenere la pace”. Queste le conclusioni dell’Incontro Internazionale sul Patrimonio Militare Recente organizzato dall’Assessorato al Patrimonio Storico del Comune di Santa Cruz. Il documento conclusivo ricorda che dal momento della sua conquista, la città ha sempre avuto fortificazioni sul suo litorale.

Da nord a sud, più di una decina di forti, batterie e castelli ne hanno fatto la piazzaforte dell’Arcipelago fino al sec. XVIII. Nei due secoli successivi si proseguì sulla stessa linea con una serie di nuove batterie realizzate nell’ultimo terzo del XIX secolo e negli anni ’40 del XX.

Dalla metà del secolo scorso numerose fortificazioni più o meno recenti hanno fatto le spese della crescita urbanistica e portuale della città, che provocò la sparizione persino del Castello di San Cristoforo, simbolo della difesa cittadina a partire dalla metà del sec. XVI. Le poche strutture rimaste hanno perso la loro funzione  militare e, con l’eccezione di Almeyda, versano ora in stato di abbandono. Oggi sussiste sul litorale capitalino una serie di batterie in rovina con i rispettivi strumenti ausiliari (telemetri e proiettori) realizzata durante la II Guerra Mondiale, come ad esempio a San Andrés, dove fu costruita la prima batteria difensiva dell’Isola, attualmente in disarmo e priva di qualsiasi manutenzione; o le batterie del Bufadero e di San Francesco, analogamente in rovina e prive dei relativi insediamenti dei pezzi di artiglieria. Di queste ultime, San Francesco mostra migliori possibilità di recupero anche a causa dello stato legale e delle condizioni del terreno su cui si trova.

Lavoro preventivo Gli specialisti propongono quindi l’elaborazione di un programma di recupero ad opera di un gruppo di studio interdisciplinare (archeologi, storici, architetti, esperti di gestione…) per fare il punto sui dati attualmente in possesso e analizzare in profondità le condizioni di salute del bene difensivo, raccogliere le necessarie informazioni sulla titolarità del terreno, le planimetrie… Una volta conclusa questa fase verrà redatto un progetto di gestione culturale e turistica, dal momento che i cambi d’uso possono avvenire esclusivamente se accompagnati da un progetto di gestione che favorisca la reale sostenibilità dell’intervento proposto.

Attuazione Il gruppo di lavoro è coordinato da José Juan Cano Delgado, dottore in Geografia e consulente in patrimonio e turismo alternativo; Miguel A. Noriega Agüero, geografo ed esperto in patrimonio storico militare; e Fabrizio Santini, responsabile della Carta Europea del Turismo Sostenibile nel Geoparco UNESCO delle Colline Metallifere della Toscana (Italia). La redazione