Santa Cruz de Tenerife e i mosaici nel parco

Santa Cruz de Tenerife dispone di uno spazio pubblico al servizio dei cittadini che è diventato quasi un simbolo della città stessa. Ci riferiamo al Parco Municipale García Sanabria, che prende il nome del sindaco che lo promosse.

Al suo interno varie passeggiate ci permettono di apprezzare una generosa vegetazione tropicale e subtropicale. Si sviluppa intorno a due grandi viali diagonali, da cui partono diversi percorsi. Qui raccontiamo di un piccolo spazio che è stato incluso nel parco nel 1942, nella zona che si sviluppa verso Calle Numancia.

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Il posto non è altro che la piccola rotonda intorno alla quale si accede dalla passeggiata dei bambù, scendendo da una doppia scalinata. Tutto intorno, lo spazio è organizzato con pergolati sotto ai quali si trovano quattro panchine di pietra che consentono di godersi un angolo tranquillo e appartato. Le quattro panchine sono decorate con piastrelle che furono realizzate fatte seguendo i disegni della pittrice Lia Tavio, nata a Puerto de la Cruz.

Sulle tre panchine più interne le scene narrano la vita primitiva degli aborigeni dell’isola. Sull’ultima invece è rappresentata una celebrazione delle Isole Canarie degli anni Quaranta e del loro progresso.

Nel primo mosaico, intitolato Llegada de los conquistadores (Arrivo dei conquistatori), un gruppo di guanches, vestiti nel modo in cui ancora oggi molti credono che vestissero, sbucano dalle cime boscose dell’isola con espressioni di meraviglia alla vista dell’arrivo delle navi dei conquistatori.

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Nel secondo, dal titolo Costumbres de los guanches y Valle de La Orotava (Usanze dei guanches e Valle de La Orotava), sono rappresentate scene della vita quotidiana guanche. A sinistra c’è una rappresentazione bucolica: una madre macina grano con una macina manuale all’esterno della sua grotta mentre due bambini la osservano. Un poco più in là due ragazzi si esercitano nella lotta. Al centro c’è una vista panoramica della Valle de la Orotava e, per finire, sulla destra un gruppo di pastori pascolavo un gregge mentre un altro pratica il cosiddetto “salto del pastore”.

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Il terzo mosaico si chiama Batalla de Acentejo e rappresenta la scena idealizzata dello scontro che avvenne nel maggio del 1494 e che segnò una dura sconfitta dell’esercito castigliano durante la guerra di conquista dell’isola. I guanches affrontano il nemico a petto nudo, armati solo di pietre e lance.

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L’ultimo dei mosaici si trova al di fuori dell’area della rotonda e rappresenta, col titolo di Tipos, riquezas y civilización actual de Canarias, il progresso dell’isola negli anni Quaranta. A destra possiamo vedere un gruppo di contadini con abiti tradizionali ed una piantagione di banane che rappresenta l’agricoltura. Da lì partono le linee dei cavi elettrici verso la città, simbolo dell’industria. Nel cielo si scorge un dirigibile, ed i veicoli sulle strade ci raccontano lo sviluppo dei trasporti. In lontananza c’è il porto. Infine, quattro torri fanno riferimento alle comunicazioni radiotelegrafiche.

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A cura di Elena Borioli, www.libraryreadingup.com, Las Americas

Testo e foto tratti da:

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