Le mummie canarie in 3D

Il Museo Canario di Santa Cruz de Tenerife ha presentato un progetto di ricerca accessibile a tutti.

Immaginate che attraLe mummie canarieverso l’utilizzo di uno smartphone o di un tablet possiate entrare all’interno di una mummia, muoverla, girarla a vostro piacimento, e che a partire da determinati punti dell’immagine, si possa accedere a studi di bioarcheologia per conoscere l’età della mummia, quando è morta, come è vissuta, di cosa si nutriva, in che ambiente viveva. eresa Delgado, curatrice del Museo Canario, ha presentato il progetto di ricerca che si chiama “Momias. Biografías en 3D“.

Il progetto consiste in una riproduzione di immagini tridimensionali che consente di rendere disponibile il patrimonio di conoscenza scientifica acquisito, a chiunque lo desideri. Il lavoro era cominciato con la mummia più conosciuta tra quelle conservate nel museo: la mummia n. 8, che si credeva fosse Artemi Semidán.

Nel mondo della morte, le mummie canarie erano state sradicate dal loro contesto, analizzate singolarmente, senza venire comparate con il resto dei cimiteri aborigeni e con le pratiche funerarie alle quali venivano sottoposti tutti gli individui di quella società. Per tanto, la tesi secondo cui le mummie canarie appartenevano a persone di rango nobile, motivo per cui i cadaveri sarebbero stati preservati con la mummificazione, è del tutto errata, visto che questo metodo veniva applicato a tutti i defunti indistintamente, solo che la materia organica poteva dissolversi, a seconda del luogo in cui venivano sotterrati i corpi.

Liberamente tradotto da: http://canariasenhora.com/#!/la-vida-de-las-momias-canarias-en-3d

Fotografía: Gracián Martín