Le misteriose migrazioni delle anguille: dal triangolo delle Bermuda alle coste canarie

Le anguille si riproducono nel Mar dei Sargassi, un’area dell’Oceano Atlantico che si estende dal triangolo delle Bermuda fino all’Arcipelago delle Azzorre. Alcune di loro sono state avvistate nei barrancos delle Isole Canarie, esattamente a 200 metri sopra il livello del mare, si deduce quindi che risalgano le acque proprio come fanno i salmoni. Le larve e gli esemplari più giovani nuotano fino alle coste europee e africane, ma sono state ritrovate anche all’interno dell’isola di Tenerife. Le anguille rimangono in acqua dolce, fino a quando tornano nel Mar dei Sargassi per deporre le uova e dare inizio ad un nuovo ciclo. Hanno una vita media di 20 anni, ma sono stati ritrovati anche esemplari di 90 anni.

I ricercatori del progetto “European eels in the Atlantic assessment of their decline” (Eeliad) sostengono che “la migrazione riproduttiva dello stock di anguilla europea (Anguilla anguilla) dai fiumi e dalle acque salmastre europee fino al Mar del Sargassi, è una delle più impressionanti imprese migratorie e di orientamento degli animali, ma è un mistero che più di 2000 anni di studi non hanno ancora completamente risolto”. Diversi anni fa vennero avvistate nel Barranco de Santos; anche nel Barranco di Afur, a 200 metri sopra il livello del mare, erano stati avvistati alcuni esemplari. Altri esemplari sono stati trovati a Igueste de San Andrés, a Roque Bermejo, Anosma e Ijuana, nel Barranco del Río e in quello di San Andrés.

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Le anguille hanno dato luogo anche a leggende. Si racconta che ad Anaga esistesse un esemplare mostruoso, chiamato “anguila peluda”, che abitava nel charco de la Punta de Anaga, ed era solito spaventare le persone che si avvicinavano allo specchio d’acqua. La toponimia dell’isola testimonia l’esistenza di questa leggenda, con il nome “Charco de la Anguila”, che si trova nel barranco del Palmital. Un gruppo di ricercatori europei ha studiato recentemente le rotte migratorie di 80 anguille, per scoprire come si muovono dal continente europeo fino al Mare dei Sargassi.

Per secoli le anguille hanno rappresentato un grande mistero. Si pensava che fossero asessuate e che si generassero spontaneamente nel fango. Solo nel 1777, grazie ad uno scienziato italiano, Carlo Mondini, ci si rese conto che le femmine avevano le ghiandole sessuali completamente sviluppate, e solo nel 1824 venne trovato un esemplare maschio, ritrovamento che smontò definitivamente la teoria del fango, sostenuta nei secoli sia da Plinio il Vecchio che da Aristotele. Il progetto, a cui hanno partecipato 12 paesi europei, ha preso in considerazione un’area di circa 8.000 chilometri di longitudine, mettendo in discussione alcune convinzioni in merito al comportamento di questa specie. L’area di distribuzione delle anguille si estende dalla penisola di Kola, nel nord della Russia, verso tutti i bacini fluviali europei, del Mediterraneo, fino al Mar nero e alle Isole Canarie. Per la realizzazione di questo progetto, i ricercatori hanno applicato trasmettitori satellitari su 707 esemplari adulti, lasciati poi liberi in diverse aree del continente.

Una volta liberati, si sono potuti rilevare segnali provenienti da 206 trasmittenti, che hanno consentito lo studio del comportamento di 80 esemplari di anguille.

di Francesca Passini

Fonti: abc.es biologiamarina.eu floradeanaga.blogspot.com greenreport.it