La Madonna Nera della Spagna, tra i misteri del Medio Evo e le antiche tecnologie

La Madonna Nera della Spagna, tra i misteri del Medio Evo e le antiche tecnologie

Da sempre, l’iconografia della Madonna (per gli spagnoli “la Virgen”) viene associata al bianco immacolato. La tradizione artistica occidentale, specialmente a partire dal gotico, utilizza il bianco come colore ideale. Dalle bionde immagini rinascimentali alla candidezza del Romanticismo, al colore dei capelli e degli indumenti: tutto poteva cambiare, ma non il colore della pelle. Eppure in Spagna la presenza della Madonna Nera è molto diffusa nell’arco dei secoli. Oggi ne rimangono una cinquantina, sparse su tutto il territorio, spesso avvolte da un velo di mistero. Non bisogna essere credenti per interessarsi all’immaginario artistico che caratterizzò la rappresentazione della Madonna Nera in Spagna.


Madonna di Monserrat, Patrona della Catalogna

Le Chiese che le custodiscono sono meta di pellegrinaggi ma anche di grande interesse turistico. Chiese, eremi, cappelle o cattedrali sono meta di secondo piano, rispetto all’interesse che arrivano a suscitare le opere custodite, come la Madonna Nera. Alcune colpiscono per i loro indumenti, per la densità dei colori, per le corone dorate, per gli scapolari brillanti, per gli altari ricchi di fiori. Alcune per le loro dimensioni, altre, infine, per il colore della loro pelle. Perché in Spagna, ce ne sono molte.

Forse la prima che viene in mente è la Moreneta, il nome popolare con cui si conosce la Madonna di Monserrat, Patrona della Catalogna. Ma in Spagna ci furono in alcune epoche fino a 500 Madonne Nere, anche se molte non vennero catalogate come tali. Tutto questo ha una spiegazione, anche se non è principalmente collegata a teorie cospirative o a rivendicazioni etniche. La risposta è molto più profana: il colore della pelle veniva determinato dai materiai esistenti nei periodi di creazione.

L’origine de “Las Virgenes Negras” in Spagna rimonta all’epoca successiva all’Impero Romano. In quel momento, la devozione dei credenti cristiani si concentrava principalmente sulle reliquie, nella convinzione che intorno a queste aleggiasse un’energia che consentiva di avvicinarsi alla Divina Provvidenza. La devozione verso le figure sacre, in particolar modo verso la Madonna, rinasce quando le persone tornano ad abitare nelle caverne, in cerca di riparo dalle incursioni barbariche che distruggono le città. Queste caverne diventano luoghi in cui si professa il culto. Le caverne diventano eremi, gli eremi chiese, e le chiese cattedrali. Secondo lo studioso Antonio Madroñero de la Cal, “La Madonna Nera nasce in Spagna”. Le opere vengono fatte con scorie di ferro, che viene lavorato in modo simile all’odierna lavorazione del vetro artigianale.


Virgen de Guadalupe

Società, usi e costumi cambiano nel tempo, e questo si ripercuote anche nella riproduzione iconografica della chiesa. I luoghi di preghiera crescono, e anche la Madonna si deve adattare, perché deve essere mostrata a più persone. Cambiano i materiali e le figure cominciano ad esser fatte in legno. Ma di colore nero. Non bisogna pensare che fosse un affronto rappresentare la Madonna con la pelle nera, considerato che la Vergine Maria era giudea, di razza bianca. La spiegazione viene dall’utilizzo della resina tostata, che serviva per proteggere il legno. Si utilizzava molto per il calafataggio delle navi. Basta andare a Venezia per constatare che le gondole sono ancora nere, come nel Medio Evo. Pitturare qualcosa di nero voleva dire renderlo resistente e duraturo, e quindi le Madonne venivano dipinte di nero, perché non erano dei pezzi di legno destinati a durare un anno, ma qualcosa che si desiderava conservare nei secoli.


Virgen de Atocha de Madrid

Anche quando poi le tecniche avrebbero permesso la rappresentazione della Madonne in bianco, quelle più emblematiche in Spagna rimangono le Madonne Nere. Un chiaro esempio è la Virgen de Guadalupe, dei Re di Castiglia. Si trova nel Monastero di Guadalupe, un paese appartenente alla città di Cáceres, e patrona della regione dell’Extremadura. Un’altra Madonna nera molto conosciuta è la Virgen de Atocha, che si può visitare nella Real Basílica de Nuestra Señora de Atocha, a Madrid.

In questa sede non si può non menzionare la Virgen de la Candelaria, a Tenerife. Conosciuta come “la Morenita”, è la patrona di Tenerife e delle Isole Canarie. La sua leggenda è tra le più interessanti. Arrivò nell’arcipelago prima della conquista da parte dei Castigliani. Si suppone che venne portata dai primi missionari.

La statua venne poi trovata dai guanches, che dettero vita ad un folklore sincretistico, grazie al quale veniva identificata con una divinità locale. Durante il dominio della Spagna, la Candelaria divenne patrona dell’isola. Un temporale nel XIX secolo se la portò via, ma grazie alla creatività dello scultore canario Fernando Estévez, venne riprodotta, anche se con un taglio neoclassico, che è quello che possiamo ammirare oggi.

Francesca Passini

Sitografia: escapadarural.com; espanafascinante.com

Foto copertina di Francesca Santopadre