La “Loteria de Navidad”: numeri, rituali e superstizioni della lotteria più popolare di Spagna

La “Loteria de Navidad”: numeri, rituali e superstizioni della lotteria più popolare di Spagna Ogni anno, il 22 dicembre, si celebra il “Sorteo Extraordinario de Navidad”, che comunemente viene chiamato “sorteo” o “loteria de Navidad”.

È la seconda lotteria più importante della Spagna, dopo il “Sorteo Extraordinario del Niño”, che ha luogo il 6 gennaio di ogni anno. Il primo premio si chiama “Gordo” e dal 2011 equivale a 4 Milioni di Euro per biglietto, 400.000 Euro per ogni “décimo” o 20.000 Euro per ogni Euro scommesso. Un’estrazione che nel tempo è diventata la più popolare di tutta la Spagna e rappresenta il 30% della fatturazione annuale che lo Stato incassa con l’ente “Loterías y Apuestas del Estado”.

Come ben sappiamo noi italiani, a numeri e fortuna si accompagnano un mondo di aspettative, sogni, rituali, e associazioni con la vita di tutti i giorni. Ai sogni attribuiamo numeri, agli accadimenti della vita quotidiana anche. Non solo lo sappiamo, ma ne siamo maestri. Quello che forse non sappiamo, è che siamo in buona compagnia. Il gioco della lotteria è presente ovunque nel mondo, ciò che invece non è scontato è la valenza simbolica e comportamentale che certi numeri hanno per certi popoli.

Anche i tedeschi giocano al lotto, ma difficilmente li vedremo impegnati in riti scaramantici e bizzarre gestualità per accattivarsi la fortuna. E difficilmente un tedesco, entrando in una ricevitoria, chiedera: “lleva la muerte”?

Una domanda che potrebbe sconcertare in altri paesi, ma non in Spagna, quando questa loteria-navidad-tenerife-canariasdomanda diventa abituale e la vendita della “Lotería de Navidad” prende forza. “La muerte” equivale ai numeri che terminano in 00, mentre il 99 è “la agonia”. 100 sono i numeri, e 100 le simbologie associate. Alcune più famose, come “la niña bonita” (15), o “los patitos” (22), piuttosto che “el gato” (75), “el matrimonio” (81) o “el barco velero” (17).

E dai numeri si passa ai rituali, che simboleggiano una superstizione molto radicata. Ci si afferra ad ogni tipo di credenza e sortilegio per realizzare i propri sogni. Alcuni strofinano il biglietto sulla pancia di una donna incinta, sulla testa di un calvo, sulla spalla di un gobbo o sulla schiena di un gatto. Molti si scambiano poi il biglietto con familiari, amici e colleghi di lavoro. Una pratica che sembra essere particolarmente diffusa, considerata simbolo di amore e speranza.

C’è invece una minoranza di “acquirenti” che considera importante proprio il contrario, per cui conserva il proprio biglietto, convinto che altrimenti la sorte non arriva. Ci sono poi quelli che rimangono fedeli allo stesso numero, anno dopo anno. Quelli che, prima di entrare in una ricevitoria, fanno attenzione ad anteporre il piede sinistro al destro, tenendo conto che succeda in un giorno dispari. Altrimenti, nei giorni pari, s’inverte la successione dei piedi. San Pancracio veglia sugli acquirenti, che ne conservano “il santino”, rigorosamente regalato da altri, mai acquistato personalmente. Candele bianche o dorate accompagnano la fortuna, ma anche un pezzo di latta da portare addosso, al momento dell’acquisto del biglietto.

Ci sono poi quelli che credono che la fortuna sia legata a determinati eventi, come la vittoria della Spagna ai Mondiali in Sudafrica, o la morte di personaggi famosi, come Elvis Presley o John Lennon. E poi naturalmente compleanni, nascite e matrimoni sono date considerate fortunate. E dopo amuleti e date simboliche, esistono anche rituali relazionati all’estrazione, come per esempio bruciare i biglietti delle estrazioni precedenti con una candela arancione, e ripetere tre volte: “¡Que tus cenizas vuelvan a mí en forma de premio”.

Alcune ricevitorie nel tempo sono diventate veri luoghi di pellegrinaggio, dove si formano code solenni in attesa di poter acquistare il biglietto. Quest’anno, l’immagine del biglietto ritrae “La Virgen de la Rosa”, quadro esposto al Museo del Prado, a Madrid. Una scelta fatta per celebrare il bicentenario della prestigiosa pinacoteca.

Francesca Passini

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