Tenerife: la Fondazione di Garachico

La fondazione di Garachico

Come già constatato in articoli precedenti, l’Italia, attraverso gli stati che ne componevano il territorio ai tempi del Rinascimento (Firenze, Genova, Venezia), è stata presente in modo costante ed assiduo e fin dai primi momenti nel processo di conquista e colonizzazione dell’isola di Tenerife, quindi verso la fine del secolo XV, e gli inizi del secolo XVI.

Il finanziamento di quel complesso passaggio che fu il popolamento dell’isola, ed i suoi primi passi verso la vita europea nell’arcipelago, ricade in gran parte in mani italiane, essendo italiani i mercanti ed i banchieri che sostenevano l’embrione demografico dell’isola.

Ad esempio, nonché paradigma, di queste affermazioni nella lista dei personaggi italiani dell’epoca, spicca senza dubbio il nome di Cristoforo da Ponte, vero sostenitore della colonizzazione di Tenerife, e a cui si attribuisce la fondazione della bellissima località settentrionale di Garachico.

Questo patrizio genovese, nato intorno all’anno 1447, figlio del mercante Giovanni Stefano di Ponte, partecipò attivamente ai primi passi della conquista dell’isola e mise a disposizione generose risorse al militare avamposto Alonso Fernández de Lugo – generale incaricato delle strategie militari di sottomissione degli aborigeni guanches -.

L’ammontare delle sovvenzioni elargite da questo patrocinatore italiano fu di tale spessore che l’altro, in segno di riconoscimento per tanto impegno, lo ricompensò con una generosa quantità di terre nella zona conosciuta come Daute, nella costa nord occidentale dell’isola.

I suoi “beni” risultano tra i più antichi tra quelli conservati, e datano luglio 1497, appena un anno dopo la fine della conquista, e raggiungono territori che, a partire dal nucleo di Garachico, si estendono fino a San Pedro de Daute e Icod de Los Vinos. Cristoforo da Ponte, all’interno dei suoi possedimenti, fondò l’abitato che avrebbe battezzato come Garachico (unendo probabilmente un vocabolo guanche come “gara” con il suffisso castigliano “chico”, e facendo forse allusione alla famosa roccia marina di questa località), definendo il nucleo iniziale, le sue strade e piazze, e il tessuto urbano originale.

Da imprenditore qual era, non impiegò molto tempo per cominciare a costruire un’ingegnosa opera, intorno al 1501, alleandosi con italiani come Cosimo e Francesco di Riverol, ai quali chiese prestiti per un importo pari a 400.000 maravedis (moneta spagnola in uso tra il 1500 ed il 1600, NdT) per lo zucchero nelle immediate vicinanze (uno stabilimento di raffinazione della canna da zucchero per il successivo imballaggio e vendita in Europa), convertendo quest’insenatura naturale nel porto più importante e di maggior transito dell’isola.

Una situazione che rimase immutata fino a quando la terribile eruzione del vulcano de las Arenas Negras cambiò il destino di questo porto nel 1706. Nella sfera personale sappiamo che contrasse matrimonio con Ana de Vergara, di famiglia con origini del sud della penisola iberica, e con la quale ebbe due figli Bartolomè e Pedro (nella cui discendenza figurano i marchesi di Adeje e i conti de La Gomera), e che nell’anno 1524 fondò a Garachico, sopra i propri possedimenti, il convento francescano di Nuestra Señora de los Ángeles, che ancora si erge in piedi.

Esiste testimonianza che al suo interno, esattamente nella cappella maggiore, esistesse una statua commemorativa del fondatore. Le origini nobili di Cristoforo da Ponte sono testimoniate dal fatto che fu uno dei primi a cui il Cabildo dell’isola di Tenerife concesse l’esenzione dal tributo dell’epoca, “sisa”, a riprova di indubbie doti di famiglia, come anche dal fatto che vincolò la sua discendenza alle principali famiglie nobili dell’isola.

Tutto ciò ha contribuito a farlo riconoscere con l’appellativo di “patriarca della nobiltà canaria”. Morì in età avanzata, a La Laguna, nel 1554, e venne sepolto nel convento di San Francesco della stessa località, attuale convento del Santissimo Cristo lagunero.

La figura e l’eredità storica di Cristoforo da Ponte continua ad essere presente nell’anima di Garachico, dove viene ricordata con un busto e placche in bronzo vicino alla Puerta de Tierra, l’entrata di quel porto che tanto deve a quel patrizio genovese.

Si ringrazia Daniel García Pulido, Técnico especialista – ULL Biblioteca General y de Humanidades – Campus de Guajara (testo tradotto dalla Redazione) nelle foto Busto de Cristóbal de Ponte, en Garachico – Escudos familiares en castillo de San Miguel, Garachico – Puerta de Tierra del antiguo puerto de Garachico

La fondazione di Garachico

Articolo di www.vivilecanarie.com