DUE ITALIANI PIONIERI DELLA CULTURA A TENERIFE ALLA FINE DEL XVIII SECOLO

ITALIANI PIONIERI DELLA  CULTURA A TENERIFE

Riflettendo sui pilastri che sorreggono una qualsiasi società, in questo caso quella di Tenerife, ci si trova a constatare che tra gli aspetti più importanti, vi sono quelli riguardanti l’educazione e la formazione dei propri abitanti.

Tutti gli sforzi volti nell’ambito dell’istruzione e dell’insegnamento, nel tempo hanno trovato significativo riscontro in termini di qualità di vita delle persone che abitarono, e che abitano questo territorio insulare. Uno dei momenti più rappresentativi, per spiegare questo vincolo tra Tenerife e le risorse culturali, prende forma con l’apertura della prima biblioteca, o con l’arrivo di una delle prime macchine tipografiche sull’isola.

Entrambi i fatti avvengono alla fine del XVIII secolo. Questi due momenti storici si trovano in debito perenne con l’Italia, perchè in entrambe le occasioni si riscontra la presenza determinante di due precursori italiani, Michelangelo Bazzanti e Giovanni Battista Bandini. Michelangelo Bazzanti, nato a Livorno nel 1744, figlio di Francesco Bazzanti e di Caterina Arighetti Saviano, aveva ottenuto un nullaosta come tipografo dal Re Ferdinando VI.

Il suo arrivo a La Laguna, nel 1780, viene vissuto con grande aspettativa, visto che solo vent’anni prima era arrivata la prima macchina tipografica a Santa Cruz de Tenerife, grazie a Pedro José Díaz Romero, che sarebbe morto quello stesso anno, e questo progresso culturale, oggi paragonabile forse ad una scoperta scientifica di prim’ordine, rappresentava uno strumento fondamentale per incentivare l’istruzione nell’allora capitale dell’isola. Il suo arrivo si rivelò molto singolare, visto che lo fece a bordo di una nave danese, e durante lo sbarco, l’impressione che suscitò fu così negativa per il comitato d’accoglienza, che si considerò necessario fornirgli degli indumenti, prima di presentarlo alla città, perchè fino a quel momento aveva fatto il cuoco all’interno dell’imbarcazione e pare avesse un aspetto indecente.

Dall’ottobre 1781 e quasi ininterrottamente fino alla morte, occorsa nel gennaio del 1816, fu tipografo legato alla Real Sociedad Económica de Amigos del País, istituzione fondata a La Laguna, per la promozione dell’insegnamento e dell’industria nell’isola, lasciando l’attività solo durante brevi intervalli. La qualità del suo lavoro, che definiremmo artigianale, rispetto alla tipografia che aveva portato dall’Italia, si può ammirare ancora oggi attraverso le centinaia di opere nate dalle sue mani, sempre con stampe di notevole qualità ed elegantemente rifinite.

Richiama profondamente l’attenzione il lodevole gesto che lo contraddistinse nella parte finale della sua vita, nel decidere di donare quel suo preziosissimo strumento all’Universidad de La Laguna, quando sicuramente avrebbe potuto vendere quest’oggetto con considerevoli guadagni, soprattutto in un momento in cui questo tipo di attività industriale era assolutamente carente. E precisamente nella menzionata Universidad lagunera, nata alcuni anni prima, nel 1793, copriva un ruolo importantissimo l’altro personaggio italiano a cui facevamo riferimento all’inizio dell’articolo, Giovanni Battista Bandini. Nato nel 1767, arriverà sull’isola al seguito del vescovo Manuel Verdugo Albiturría. Bandini non solamente occupò la prima cattedra di Scienze Agrarie di questa neonata Università, ma fu anche il primo segretario di questa istituzione e contemporaneamente il primo bibliotecario, circostanze che confermano la sua formazione e il suo contributo allo sviluppo culturale a Tenerife.

Amico personale dell’illustre storico delle Isole, José de Viera y Clavijo, di cui sarebbe stato anche esecutore testamentario, Bandini si distinse per erudizione e dinamismo, essendo presente durante tutti gli atti di accoglienza di personaggi illustri sull’isola, a tutti gli eventi destinati alla divulgazione della conoscenza, a tutte le attività collegate alla formazione e all’insegnamento. Sarebbe morto nel 1817, laureato in Filosofia presso questa stessa Università, lasciando, assieme al citato Bazzanti, un’impronta indelebile per l’eredità culturale dell’isola, un segno che crediamo debba essere reso tangibile attraverso un riconoscimento, con una lapide o un monumento, in grado di perpetuare questo ruolo così significativo dell’Italia agli inizi del impegno per uno sviluppo della cultura a Tenerife.

Si ringrazia Daniel García Pulido, Técnico especialista – ULL Biblioteca General y de Humanidades – Campus de Guajara

(testo tradotto dalla Redazione)

Articolo di www.vivilecanarie.com

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