Un Guanche a Venezia (e a Padova)

23 un guance a venezia WikipediaQuali furono le sorti di Bencomo de Taoro, il mencey più potente dell’isola, colui che gli spagnoli chiamavano il “Gran Rey”, protagonista dei tragici avvenimenti che contraddistinsero la conquista spagnola di Tenerife? In teoria, morì durante la “Batalla de la Laguna”, nel 1495, contro i conquistadores spagnoli. Ma alcuni storici e genealogisti non escludono la possibilità che Bencomo sia sopravvissuto, arrendendosi nel 1496, durante quella che si conosce come “Paz de Los Realejos”, che sia stato successivamente battezzato e abbia ricevuto un nome cristiano. Ma questa è solo una delle possibilità. Certo è, che la conquista delle Canarie rappresenta un capitolo della storia della Spagna ancora poco conosciuto. Certa è anche la vittoria definitiva dell’esercito spagnolo contro i guanches, in una guerra ìmpari fatta di pietre e pali contro archibugi e cannoni. In questo contesto si inserisce il romanzo storico “El guanche en Venecia” di Juan Manuel García Ramos. L’autore (scrittore, giornalista, politico e Docente di Filologia Spagnola presso la Universidad de La Laguna), ci regala un emozionante viaggio in quel mosaico di popoli, lingue e culture che era il Mediterraneo a cavallo tra il Medioevo e l’Età moderna, quando già s’intuiva che la recente scoperta dell’America avrebbe di lì a poco sconvolto tutti gli equilibri geopolitici. Quasi un reportage, tenuto a nota dagli occhi stupefatti, ma sempre tristi, di un mencey sconfitto, che viene allontanato dalla sua gente, e sulle cui sorti decidono le grandi corti europee. Finito prima alla corte di Isabella e Ferdinando, verrà reso in dono al Doge di Venezia, in segno di amicizia. Inizierà il suo viaggio verso la città lagunare, accompagnato dall’ambasciatore veneziano presso la corte spagnola, Francesco Capello. Nessuno mai mancherà di trattarlo come un re, e la città di Venezia gli riserverà gli onori del caso, decidendo, dopo un soggiorno in città di qualche settimana, di farlo trasferire a Padova. Il romanzo intreccia fatti storici con destini romanzati, personaggi reali con figure inventate. Per quanto sia effettivamente documentato che un Mencey Guanche arrivò a Venezia, per essere trasferito definitivamente a Padova, non si sa se fosse Bencomo oppure un suo pari. Ma la profonda conoscenza dell’autore di fatti e luoghi dell’epoca confonde piacevolmente il lettore.  Accanto alla storia infinitamente triste di un uomo strappato alla sua gente, esiste l’oblio che ci concede quello che è, alla fine, un romanzo. Per chi conosce Venezia, Padova e Tenerife, la lettura ha dei curiosi risvolti. Ritrovare Bencomo a Rialto o nel ghetto di Padova non può che far sorridere. Osservare Bencomo mentre mangia per la prima volta il formaggio Asiago, il Montasio o il Grana Padano, che tanto gli ricorda i formaggi stagionati della sua Tenerife, mentre sperimenta per la prima volta l’uso della forchetta, e mentre passa, in pochi mesi, da una vita priva di orari, ad una vita scandita dagli orologi dei campanili di Venezia, per finire poi a vivere nella Torre dell’Orologio di Padova, l’edificio che si affaccia su Piazza dei Signori, regala a chi legge, riflessioni che si perdono in una dimensione senza tempo. Ritrovare Bencomo nella Cappella degli Scrovegni per comprendere che, attraverso gli affreschi di Giotto, arriverà a conoscere la storia di quella religione che i Conquistadores  imposero a Tenerife. Bencomo ha gli occhi di chi vede per la prima volta ciò che a noi è familiare e per questo non desta in noi quesito né stupore alcuno. Eppure, è uno sguardo che dovremmo imparare ad indossare più spesso, per comprendere anche la visione delle cose di chi è “altro” rispetto a noi. Esiste una versione sui giorni di Bencomo a Padova e sulla sua fine, di cui si è occupata la storiografia ufficiale, avendo però poche informazioni a disposizione, ed esiste la versione dell’autore del romanzo, completamente diversa. In entrambi i casi, venirne a conoscenza vale veramente la pena. Francesca Passini

El Guanche en Venecia Juan Manuel – García Ramos Editore: Baile del Sol