Il DNA della popolazione canaria conserva fino ad un 56% di patrimonio genetico aborigeno

Il DNA della popolazione canaria conserva fino ad un 56% di patrimonio genetico aborigeno L’eredità genetica materna dei canari contemporanei continua ad essere maggiormente indigena in tre isole: La Gomera, Lanzarote e Fuerteventura

Il più importante studio genetico realizzato fino ad oggi sui popoli che abitavano le Canarie prima della conquista conferma l’origine berbera, esclude l’ipotesi di antenati fenici e rivela che il DNA non si è perduto, salvo nel caso dei “bimbaches”, gli antichi abitanti del El Hierro.

I ricercatori, con a capo l’esperta di genetica dei popoli antichi Rosa Freger (Università di Stanford, California, e La Laguna), sono riusciti a ricostruire il genoma del DNA mitocondriale (DNAmit, il patrimonio genetico che si eredita solo dalla madre) di 48 aborigeni canari provenienti da 25 siti archeologici di tutte le isole dell’Arcipelago.

I resti coprono un periodo di circa 1500 anni, dal II al XVII secolo, cioè dal momento in cui si ipotizza l’arrivo dei primi abitanti delle Canarie (all’inizio del primo millennio) fino alle rivolte che videro protagonisti nel periodo già ispanico ” i ribelli”, gli ultimi indigeni che dalle montagne opponevano resistenza ai colonizzatori castigliani. Gli autori dello studio hanno paragonato questi antichi ceppi con il genoma mitocondriale di 18 canari moderni residenti in tutte le isole, selezionati tra famiglie con un legame continuato con l’Arcipelago delle Canarie.

Il risultato indica che i canari nativi attuali conservano in questa parte del loro DNA fino al 56& di patrimonio genetico ereditato dagli aborigeni per via materna. <il resto dell’ADNmit delle popolazioni attuali deriva dalla Penisola Iberica (38%) e dalle popolazioni subsahariane (4%), come risultato del meticciato successivo alla Conquista fra europei, aborigeni e schiavi africani portati alle piantagioni di canna sa zucchero.

Se si considera una sorta di “DNA medio” fra i canari antichi e gli attuali, in tre isole (nell’ordine La Gomera, Lanzarote e Fuerteventura) l’eredità genetica materna è ancora per la maggior parte indigena, mentre nelle quattro restanti è maggiore la presenza di DNAmit europeo. Il risultato tuttavia è molto diverso se si esamina ciò che resta nel DNA canario attuale delle persone che abitavano effettivamente ciascuna isola prima dell’arrivo degli europei nel sec XV: nei gomeri sopravvive il 55% dell’eredità materna dei loro antenati indigeni, nei palmeri il 41%, negli abitanti di Fuerteventura il 33%, in quelli di Lanzarote il 25%, a Grancanaria il 24%, a Tenerife il 22%, mentre negli abitanti del Hierro…0%: nulla.

Quest’ultimo risultato non deve sorprendere se si considerano le fonti storiche della conquista dei “bimbaches”, secondo le quali El Hierro era assai poco popolata quando arrivarono gli spagnoli, che i suoi abitanti furono decimati dai trafficanti di schiavi e che l’isola fu ripopolata con aborigeni dei resto delle Canarie. Di fatto, il DNA mit medio degli attuali abitanti del Hierro è il 36%, risultato molto simile a quello dei grancanari (30%) e degli abitanti di Tenerife (35%).

Lo studio conferma anche dal punto di vista genetico la parentela delle antiche popolazioni canarie con i berberi dai quali proviene anche il loro patrimonio genetico di origine euroasiatica (a causa delle migrazioni nel Nord Africa durante il Neolitico). Inoltre lo studio del genoma degli antichi canari evidenzia la comparsa di nuovi ceppi intorno al sec. X; ciò suggerisce che il popolamento delle isole avvenne almeno in due ondate, una iniziale e una più tarda e, soprattutto, focalizzata nelle isole orientali, il che potrebbe spiegare il forte incremento demografico che interessò più o meno a quell’epoca l’isola di Gran Canaria.

Infine lo studio affronta il tema della presenza di DNA fenicio o cartaginese negli antichi canari, dal momento che sulla scia delle testimonianze degli antichi storici romani si è ipotizzata la loro presenza nelle isole prima dell’arrivo dei popoli berberi.

Tuttavia per ciò che concerne il DNA questa pista può essere del tutto esclusa: non vi è alcun rapporto fra il genoma degli aborigeni canari e quello fenicio ottenuto in siti archeologici del Libano e della Sardegna.

La redazione

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