Il Cristo de La Laguna: 500 anni di storia, passando da Venezia

cristo de la laguna

Il Cristo de La Laguna rappresenta una delle effigi più venerate alle Canarie, soprattutto nell’isola di Tenerife. Inevitabile una riflessione sull’origine di tale statua, che fin dal suo arrivo a Tenerife gode della piena devozione dei fedeli, tutt’ora l’immagine di Cristo di maggior devozione alle Canarie.

Leggende avvolte da un’aurea di misticismo, tortuosamente legate alle cronache di miracoli attribuiti a quest’immagine. La leggenda più popolare arrivata fino ai giorni nostri è quella legata alla venuta di questa immagine per mano degli angeli. Esistono due versioni, che mi accingo a narrare.

Correva l’anno 1520, quando, stabilitosi nella città nuova, prima di Tenerife, nella valle de Aguere, il militare avamposto Alonso Fernández de Lugo pensò che fosse necessario avere in città un’immagine del Signore Crocifisso e cominciò a cercarne una che rendesse veramente onore a ciò che avrebbe dovuto rappresentare.

È qui che, stanco di tanto cercare, dopo aver rifiutato diverse effigi, ricevette in mano un’arca la cui provenienza gli era sconosciuta. Nell’aprirla, scoprì al suo interno un’immagine del Signore in Croce di una perfezione mai vista fino a quel momento.

Così, comprese che questa non poteva che essere opera degli angeli che venivano a soccorrere la città. Allora fece trasportare la statua nel convento francescano di San Miguel de las Victorias, da lui stesso fondato, e dove si era trattenuto fino a quel momento, e dove era avvenuta una gran quantità di miracoli.

La seconda versione è la seguente: il militare, stanco di cercare un’immagine del Crocifisso, venne informato da uno dei suoi luogotenenti dell’arrivo al porto di Santa Cruz de Tenerife di una nave che, tra i vari carichi, trasportava anche un’immagine come quella che lui stava cercando. Velocemente raggiunse il porto e trovò la nave.

Chiese all’equipaggio se era disponibile a vendergli l’immagine, che risultava di suo gradimento. Il capitano della nave gli disse di portare l’immagine ai cittadini di La Laguna, per fargliela vedere. Nel caso in cui al popolo fosse piaciuta, allora il militare sarebbe dovuto tornare dalla sua gente, senza la statua, per trattare il prezzo insieme a loro. Così fece Fernández de Lugo.

Quando volle tornare a pagare la statua, non trovò più la nave, e nemmeno i lavoratori del porto erano a conoscenza di una nave che fosse attraccata nel porto negli ultimi giorni. Allora il “conquistador” arrivò alla conclusione che quelli della nave erano stati angeli, e fece portare la statua nel convento.

Queste sono le leggende che oggi conosciamo sulle sue origini. In realtà, dopo diversi decenni di ricerche effettuate dagli storici ed alcune errate conclusioni, conosciamo oggi con certezza le sue origini. Nel 1999, il professor Francisco Galante riuscì a decifrare parte degli scritti che si trovano incisi sul panno di Cristo, fino a quel momento avvolti nel mistero. In questi si riporta nome dell’autore e data: Louis der Vule, 1514.

Da lì si cominciano a creare collegamenti e a fare ricerche, dando una chiave interpretativa all’arrivo dell’immagine sull’isola: si trattava di una opera data in committenza da Juan de Guzmán, Duca di Medina Sidonia (nell’attuale Andalusia, NdT), ad una bottega di Anversa.

Dalla città belga, l’immagine venne trasportata fino a Venezia, per essere imbarcata per Barcellona, luogo da cui sarebbe sarebbe partita con destinazione Sanlúcar de Barrameda (nell’attuale Andalusia, NdT), per essere posta all’interno dell’eremo di La Vera Cruz.

Alla fine di questa ventura il duca arrivò a Tenerife e donò l’immagine al militare, di cui era amico, nel 1520. Da allora viene venerato nel convento sopra menzionato, attuale Santuario dedicato al suo culto. La croce con cui arrivò, e l’arca che a tale scopo servì, sono conservate nel Monastero di San Giovanni Battista (M.M.Clarisas) di questa città. L’immagine continua ad avere fama di miracolosa.

La sua festa, tra le principali della città, si celebra nel mese di settembre (il giorno 14 di settembre la sua festa principale).

Il Cristo de La Laguna è anche protagonista della “Procesión de Madrugada del Viernes Santo”, una delle più devote cristo-la-laguna-tenerifedella città.

Ci sono due esposizioni dedicate a questa splendida statua lagunera dell’artista Santi González Arbelo, una intitolata “El Cristo entre fotografia y la prensa” e un’altra che include collage realizzati dall’artista, dedicati anche al Cristo di Tacoronte e al Cristo di Icod de los Vinos, intitolata “Exaltación de la Santa Cruz – Tres clavos tres Cristos”.

Esposizione che ha riscosso un gran successo alle Canarie e a Madrid, dove è stata allestita nel 2012. Non sono mancati riconoscimenti a queste mostre, come riportato in diversi archivi e documentazioni.

Santi Gonzalez Arbelo

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