Convento di Santa Caterina da Siena, IV centenario della sua fondazione.

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Le monache contemplative del monastero di Santa Caterina da Siena, in occasione del IV centenario della sua fondazione, hanno organizzato una serie di eventi, iniziati con l’apertura dell’anno giubilare, lo scorso 8 maggio e che continueranno fino al 22 aprile 2012, giorno della sua chiusura.

Il professore in storia dell’arte, dott. Pérez Morera dell’Università de La Laguna, indica con una sua intervista, che questi conventi di clausura sono, luoghi chiusi agli occhi della società civile, è una città nella città, una città di Dio, una Repubblica di donne consacrate, un corpo mistico e una Gerusalemme sulla terra, che segnalano al viandante la direzione da prendere.

Aggiungendo che, il vecchio concetto, formulato da Alberti, che la città è uguale alla casa e la casa è uguale alla città, può essere applicato ai conventi di clausura.

In definitiva, si tratta di una città interna, la città in miniatura, con i suoi spazi pubblici e privati, con i suoi chiostri, cortili, transiti e corridoi, panorami, locali di lavoro, case per il noviziato, stanze da letto e cucine.

Il convento di Santa Caterina da Siena de La Laguna, è l’unico che possiede nel cortile la ‘Bussola’, dove fino ad oggi è permesso l’ingresso al monastero. Le forme di clausura sivigliana e andalusa costituiscono un filtro tra il mondo della clausura e l’esterno, un compromesso di questo spazio intimo, raccolto e pieno di freschezza e di fascino popolare.

L’elemento torreón mirador è una grande presenza urbana, come l’arabo ‘mucharabieh’, essi sono consentiti alle religiose, viste le speciali condizioni di reclusione della vita monastica, guardare la strada attraverso le persiane senza rompere la severità della clausura.