Comprata in un lotto che nessuno voleva. E’ la prima moneta canaria

Comprata in un lotto che nessuno voleva. E’ la prima moneta canaria

40 anni fa, in un mercatino di antiquariato a Las Palmas di Gran Canaria, Santiago Medina Gil comprava un lotto di monete. Adesso è stato confermato che una delle monete appartenenti a quel lotto è la prima moneta delle Canarie, risalente all’epoca dei Re cattolici di Spagna.

Santiago Medina Gil è da decenni un appassionato di numismatica, e a questa passione ha dedicato buona parte della sua vita. Interesse e curiosità scientifica lo spinsero ad acquistare negli anni ‘80 del secolo scorso un lotto di monete “che nessuno voleva”, in un mercatino di antiquariato a Las Palmas di Gran Canaria. Oggi, 40 anni dopo questo fortunato acquisto, ha confermato che una delle monete acquistate risulta essere la prima delle isole Canarie. In questo lotto apparentemente anonimo, si trovava la prima moneta incisa per le Canarie, una delle rivelazioni più importanti degli ultimi decenni nella numismatica canaria.

Questa prima moneta data l’epoca dei Re Cattolici di Spagna (XV-XVI secolo), e “venne incisa specificatamente per le Isole Canarie”, come spiega Medina. “Si tratta di qualcosa di assolutamente sconosciuto, qualcosa che si pensava potesse essere successo, ma di cui non esisteva testimonianza”. Il fatto è, come prosegue lo studioso, “che si era sempre creduto che le prime monete incise per le Isole appartenessero alla prima epoca del contatto, agli albori della “Conquista”. E invece, la moneta ritrovata venne incisa già nei primi anni del ‘500. È stato ritrovato infatti il documento in cui viene concessa licenza, “ciò che rende la moneta tale”. Santiago M. Medina stava visitando un mercatino domenicale di antiquariato a Las Palmas de Gran Canaria, alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, quando s’imbatté in un lotto di monete. “Si trovavano in pessimo stato di conservazione e nessuno le voleva”, come racconta lo studioso. “Mi sembrarono interessanti e quindi le comprai. Solo dopo 25 anni sono riuscito a classificarle”.

Durante i lunghi anni necessari alla ricerca numismatica, Medina trovò finalmente il documento che fa menzione della licenza concessa al “Cabildo del Real de las Palmas” per incidere la moneta. “Si tratta di un documento di importanza eccezionale, anche se si parla di molte altre monete che sono inedite” , afferma Medina con orgoglio.

La scoperta di Medina Gil ha ripercussioni che vanno oltre il mondo della numismatica, perché come già spiegato, il fatto che le Canarie fossero dotate di una moneta propria, fa supporre che le Isole venissero considerate parte integrante dell’identità nazionale che si stava forgiando con i Re cattolici di Spagna.

Avere una moneta propria castigliana voleva dire conferire la fiducia necessaria alle Canarie per poter essere considerate parte della Corona castigliana, soprattutto rispetto all’influenza che i Portoghesi esercitavano in quel periodo nella stessa zona”, come conferma lo studioso.

Dopo una vita dedicata ai viaggi, l’autore ha raccolto monete peculiari delle isole, con un lavoro di ricerca e di collezionismo di oltre 40 anni, di cui 26 dedicati alla rigorosa ricerca su testi dell’epoca, su relazioni su scavi archeologici, negli archivi museali, nelle collezioni private e nella ricerca di evidenze numismatiche che sostenessero con base scientifica le sue teorie.

abc.es – Liberamente tradotto dalla redazione

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