Chiesa del Redentore – San Cristóbal de La Laguna

Chiesa del Redentore - San Cristóbal de La Laguna

Progettare con la luce: Chiesa del Redentore – San Cristóbal de La Laguna.In ‘Verso una Architettura’ Le Corbusier scriveva: «Gli occhi sono fatti per vedere le forme nella luce». In Architettura, la luce è qualcosa di concreto, presente. E’ materia misurabile e quantificabile, materiale solido, pari alla pietra e al marmo. Quando l’architetto riesce a domare il sole, perforando le strutture più o meno massicce dello spazio creato, ci rivela la comprensione profonda della luce come materia, come materiale. La luce nella percezione delle forme occupa un ruolo di straordinaria efficacia nella composizione architettonica. L’opera che qui presentiamo sviluppa proprio nuove riflessioni sul tema della percezione dell’ambiente architettonico attraverso la luce, e ci permette di scoprire come la luce acquisisca valore poetico e comunicativo nella definizione dello spazio dell’uomo.

Chiesa del Redentore - San Cristóbal de La Laguna

Il progetto

La Chiesa del Santo Redentore si trova nel cuore del quartiere di Los Majuelos, a San Cristóbal de la Laguna. Il progetto trae origine da un grande blocco di calcestruzzo che si frattura in quattro volumi, separati tra di loro con dei “tagli”, e fatti poi “scivolare” l’uno in modo indipendente dall’altro. La luce entra attraverso questi tagli, caricandosi di un significato speciale. L’edificio si innalza austero, privo di elementi superflui che possano distrarre dalla sua essenza spirituale. Il vuoto è scolpito così come la materia, con proporzioni equilibrate, creando un luogo di emozioni senza tempo. L’interno evoca l’origine delle isole generate dall’eruzione vulcanica, dando luogo ad uno spazio che favorisce la riflessione e la meditazione.

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I materiali

I grandi blocchi di calcestruzzo, unitamente alla luce, caratterizzano l’intero progetto. Il calcestruzzo. L’edificio è costituito da quattro moduli. Gli spazi di separazione tra i blocchi diventano pozzi di luce e ventilazione naturale. Esterno, interno, struttura, forma, materia e textura si legano indissolubilmente attraverso un complesso studio del materiale. Sfruttando le proprietà del calcestruzzo, soprattutto le sue caratteristiche isotropiche, viene ottimizzata l’efficienza energetica grazie all’inerzia termica delle pareti. Al tempo stesso si approfondisce anche la ricerca acustica. Infatti grazie alla combinazione del calcestruzzo con inerti tritati, si ottiene una superficie ruvida con un grado di assorbimento acustico nettamente superiore a quello del calcestruzzo convenzionale. La luce. La luce è uno dei componenti più curati nel progetto. La Chiesa del Santissimo Redentore è dedicata alla Resurrezione, uno dei momenti più importanti nella storia del cristianesimo. La Chiesa come la grotta dove fu sepolto Gesù. Un edificio austero, privo di elementi superflui, come la vita che condusse e il luogo dove resuscitò.

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La Luce, il primo materiale della creazione, eterna e universale, diventa l’elemento centrale del progetto e della modellazione dello spazio. La Croce, incisa nel muro, si proietta dall’esterno verso l’interno, superando la barriera che custodisce e protegge, rifiutando qualsiasi interferenza. Entrando, appare sul fondo. Gesù è risorto. Dietro, una cascata di luce che simboleggia l’ingresso della grotta. La luce: la vita, la purificazione, la resurrezione. Illumina ciascuno dei sacramenti. Origina il battesimo, l’Eucaristia, il matrimonio e l’ordine sacerdotale. Così, la prima luce del giorno, attraverso la croce, illumina il fonte battesimale, la prima luce del cristiano. A mezzogiorno, attraverso il lucernario, illumina l’altare, la luce dell’Eucaristia, la Parola. Poi verso sera un fascio di luce si spande di fronte alla confessionale, il sacramento della penitenza: il passaggio dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita. L’impatto volumetrico ed il gioco dei fasci di luce generano una chiesa dalle profonde radici teologiche, dove la risurrezione diventa protagonista e attraverso la luce illumina il credente.

Premi. 2012: Premio “Innovazione in Calcestruzzo”, sezione Architettura, da parte della Fondazione Ambuja Knowledge, India. 2013: Il progetto è inserito nell’esposizione permanente del MOMA di New York.

Progettista: Fernando Menis – Località: Los Majuelos. San Cristóbal de la Laguna. Tenerife – Progetto Anno: 2004 – Materiali: calcestruzzo, luce

Bibliografia e fonti delle fotografie: www.noticiasarquitectura.info Bibliografia e fonti delle fotografie: www.noticiasarquitectura.info www.menis.es www.plataformaarquitectura.cl

A cura di Elena Borioli, “Library Reading Up” Pueblo Canario in Las Americas