I centri di detenzione delle Canarie

centri-detenzione-canarieProprio in questi giorni la Spagna discute l’eventualità di trasferire i resti di Francisco Franco dal Mausoleo Valle de los Caidos, dove fu sepolto nel 1975. Ogni paese affronta il dilemma su come trattare gli eventi drammatici che ne contraddistinguono la storia, quanto tempo sia opportuno aspettare prima di farlo e se si sia in grado di farlo senza cadere in interpretazioni e letture arbitrarie. Allo stesso tempo diventa necessario riconoscere che non esiste mai una sola verità, che la storia delle persone comuni correva e corre prioritariamente sul filo delle necessità quotidiane, più che nel contribuire alla scrittura degli eventi ufficiali.

Quando poi sorge il dubbio che si dovrebbe forse chieder conto ad un’intera generazione, più che a sostenitori o eventuali oppositori, ecco che alcuni si domandano, se non sia forse meglio lasciar le cose come stanno, far sì che il tempo guarisca le ferite, perché stabilire una linea netta tra colpevolezza ed innocenza non è facile. Ma è anche importante che ognuno disponga degli strumenti necessari per formare una propria opinione, e soprattutto per capire più profondamente i meccanismi dell’animo umano, e dei comportamenti collettivi: cosa spinge un uomo, in spessi casi una comunità, a comportarsi in un determinato modo? Il 18 luglio del 1936 in Spagna ebbe luogo un colpo di stato, durante il quale militari capeggiati da Francisco Franco si sollevarono contro il governo della “Segunda Repύblica”, eletto nel febbraio dello stesso anno. Il golpe riuscì solo in parte, scatenando una guerra civile, che si sarebbe conclusa con la sconfitta del governo repubblicano e con l’instaurazione del regime di Francisco Franco, durato fino alla sua morte, nel 1975. Sono in pochi alle Canarie a sapere quali furono le conseguenze di quella sollevazione militare per la vita dell’arcipelago. Nelle stesse isole vennero creati campi di concentramento provvisori per i cittadini accusati e condannati a morte. I campi vennero istituiti in edifici che fino a quel momento avevano altre funzioni.

A Tenerife e Gran Canaria bisognava detenere un gran numero di persone, molte delle quali vennero poi torturate e assassinate. A Gran Canaria venne istituito il primo campo di concentramento de La Isleta, che venne ristrutturato a tale scopo e utilizzato fino al 1937, anno in cui i detenuti vennero trasportati nella struttura dell’antico Lazareto de Gando. Successivamente vennero spostati un’altra volta nel campo di concentramento de Las Torres, dove rimasero fino al 1941. A Tenerife invece venne abilitato un centro di detenzione all’interno di alcuni vecchi magazzini ceduti a tale scopo dagli stessi proprietari. Si trattava dei magazzini che la Casa African Eastern, Spain, possedeva nella Avenida de Las Asuncionistas de Santa Cruz de Tenerife, e che precedentemente erano appartenuti all’azienda esportatrice di banane Fyffes.

Questa prigione rimase operativa addirittura fino al 1950, ed arrivò a detenere fino a 1.500 prigionieri. Ma a Tenerife esistevano anche altri centri di detenzione, come quello di Los Barracones de Los Rodes e Vilaflor, ed era operativo un carcere femminile a La Orotava, mentre a Fuerteventura era stato istituito un centro per imprigionare gli omosessuali, la Colonia Agrίcola Penitenciaria di Tefia. Meno conosciuta era l’esistenza nell’isola di El Hierro del campo di concentramento El Jablito, dove vennero detenute circa 60 persone conseguentemente ad atti che rivendicavano la legittimità della “Segunda Repύblica” e che ebbero luogo addirittura nel 1944, nella stessa isola. Ancora peggio dovevano però essere le imbarcazioni-prigione, o carceri galleggianti, in cui venivano ammassate centinaia di persone, per venire uccise e buttate a mare. Alla fine, si stima che furono circa 20.000 canari ad essere fatti prigionieri in questi campi di concentramento, dove vennero torturati e spesso assassinati.

Francesca Passini © Riproduzione riservata© 

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Sitografia: canariasenred; tamaimos.com (foto: Campo de concentracion del Lazareto de Gando e Prigionieri)