Canarie. La frutta di una volta

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Anticamente esistevano diverse varietà di frutta sull’isola e si cercava di utilizzarle tutte, perché le condizioni di povertà lo richiedevano e la gente si arrangiava come poteva, per non sprecare assolutamente niente. Uno dei frutti più diffusi era il fico, presente in diverse varietà; quello migliore era senza dubbio il ficus carica, che aveva un gusto molto dolce e saporito, di forma simile all’uva moscatello grande, ma di colore marcatamente nero. Ma anche le altre varietà di fichi erano saporite e appetitose, fino al punto che intere famiglie si nutrivano principalmente di fichi, li mangiavano da soli, o mescolati nel gofio. Gli alberi di fichi venivano rispettati da coloro che non ne erano possessori, ma si verificavano comunque diversi furti, e diverse erano anche le denunce che venivano presentate in tribunale per furto di fichi, anche se poi in molti casi questi reati venivano tollerati. I mesi principali per questo frutto erano quelli di agosto e settembre, anche se a volte maturavano prima.

Ma oltre ai fichi, bisogna dire che l’uva era forse la frutta preferita. La maggior parte veniva destinata alla produzione del vino, ma in buona parte veniva utilizzata come frutta, come per esempio l’uva moscatello, ma anche altri tipi di uva saporita, come la bianca, la nera, la vigiriega, o l’uva grossa. In linea di massima, i frutti delle Canarie hanno subìto diversi danni, per esempio in seguito all’attacco di alcuni insetti nocivi. Ma esistevano anche altri frutti, come la pesca nelle sue diverse varietà, che una volta non soffriva l’attacco di insetti nocivi; c’era poi la guaiava, la pera, la mela cotogna, e c’era anche il carrube, presente in piccole quantità, spesso particolarmente duro, ma che veniva comunque consumato.

Dalla Redazione (foto: dipinto di Tiziano Vincenzi Arte)